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Alla scoperta del territorio

Sito archeologico di Solunto

Questa è una piccola guida alla scoperta di itinerari di interesse culturale, archeologico, naturalistico ed eno-gastronomico nei dintorni del Torre Artale Hotel & Resort di Trabia (PA).

Abbiamo selezionato per te le Top FIVE  Worth-Visiting: dalle ville nobiliari di Trabia e Bagheria ai siti archeologici di Himera e Solunto da cui puoi ammirare il mare capeggiato da Capo Zafferano, e poi in montagna fino al Parco delle Madonie passando per il comune di Gangi, uno dei borghi più belli d’Italia. Ma puoi anche andare a spasso sotto il sale nella miniera di Raffo a Petralia Soprana per ammirare le sculture di sale e poi gustare prodotti tipici a chilometro zero.

Se ami il buon vino, la visita alle Cantine Florio e Duca di Salaparuta di Casteldaccia è un Must. Ogni giovedì potrai godere dell’atmosfera rilassata e suggestiva della “Terrazza Florio”. Musica orientale e ritmi sensuali faranno da colonna sonora ai tuoi aperitivi firmati Duca di Salaparuta.

Agli appassionati di cinema suggeriamo di scaricare la brochure “Le vie del cinema” per un itinerario distribuito nelle due città di Termini Imerese e Bagheria, a pochi chilometri dall’Hotel Torre Artale & Residence, location di due film piuttosto recenti, Baaría e L’ora legale e poi una visita alle isole EOLIE, con Stromboli e Vulcano per un richiamo ad un passato meno recente ma significativo: il neorealismo di Roberto Rossellini che con Stromboli, terra di Dio introdusse il concetto di luogo dell’anima, oltre ad innescare la guerra dei due vulcani.

Le vie del Cinema

Nuovo Cinema Paradiso

 

Stop 1 – Dal castello Lanza a villa Trabia alle Terre Rosse

Villa TrabiaLe ville della nobiltà siciliana e i piccoli grandi avvenimenti che hanno coinvolto i loro proprietari di nobile lignaggio sono state fonti di ispirazione di libri, produzioni artistiche e cinematografiche. Ai nobili di casa Lanza di Trabia, Domenico Modugno dedica due delle sue più famose canzoni: La Baronessa di Carini che racconta la tragica storia della figlia del barone Lanza di Trabia e Vecchio Frac, dedicata a Raimondo, l’ultimo dei  Lanza, che si suicidò a Roma nel 1954. A sessant’anni dalla sua tragica fine, é la figlia Raimonda  nel suo racconto “Mi toccherà ballare” (edizione Feltrinelli, 2014) a scavare nel passato di quest’uomo fascinoso e scapestrato che ha preso a morsi i suoi trentanove anni.

Una visita al castello Lanza di Trabia (XII – XV sec.) con la sua caratteristica torre cilindrica e l’antica cappella intitolata a Santa Petronilla eretta da Cesare Lanza nel 1579, ed utilizzata come chiesa parrocchiale fino al 1643, ti farà rivivere quell’atmosfera, a volte magica e a volte cupa dei tempi che furono.

Nel 1563 Cesare Lanza divenne protagonista di un fatto di sangue, passato alla storia come “l’amaro caso della Baronessa di Carini”.

La figlia di don Cesare, Laura, sposata con Vincenzo la Grua, barone di Carini, venne scoperta in flagrante adulterio con il suo giovane amante Ludovico Vernagallo. Don Cesare stesso racconterà nel corso del processo celebrato contro di lui che, recatosi nel castello di Carini per incontrare la figlia, venne informato dal genero che in quello stesso momento aveva scoperto la moglie nella sua camera assieme al Vernagallo. Senza esitare Cesare Lanza irruppe nella stanza e uccise la figlia, mentre il genero uccideva a sua volta l’amante.

Gli ultimi discendenti di Casa Lanza furono i fratelli Galvano e Raimondo ed è per seguire le vicende dell’ultimo dei Lanza che ci spostiamo a Villa Trabia alla terre rosse a Palermo.

 

Villa Trabia é una vera e propria oasi verde con oltre 60.000 metri quadri di parco tra i palazzoni di Via Libertà e Via Salinas, a pochi passi da via Notarbartolo.

La storia di quest’area verde é legata alle vicende del Principe di Trabia e Butera e a quelle dei suoi eredi. Realizzata nel Settecento con un impianto geometrico del giardino, essa viene trasformata un secolo dopo in un parco romantico con panchine, vialetti, statue e fontane.

A fine Ottocento, il giardino di Villa Trabia è un vero e proprio orto botanico in miniatura, con quasi 2800 specie differenti.

Passeggiando lungo i viali sarà facile immaginare l’atmosfera da belle epoque che accompagnò la vita di Don Raimondo, ultimo proprietario della villa, amante delle belle donne e dello sport, nonché inventore del calcio mercato.

Villa Trabia ha oggi un ruolo importante anche per la vita culturale della città di Palermo: vi si tengono matrimoni civili ed eventi di varia natura. Essa ospita a piano terra una biblioteca multimediale pubblica, con accesso gratuito a internet, che è molto frequentata dagli studenti, con sale per la lettura, la musica e il cinema.

Castello Lanza – Villa Trabia

 

Stop 2 – Le ville Barocche di Bagheria e il museo Guttuso

Le ville di Bagheria, quasi tutte del XVIII secolo, rappresentarono un tempo le più pregiate residenze estive dell’aristocrazia palermitana. Rosanna Balestirieri nel suo libro Alchimia e Architettura, un percorso tra e ville settecentesche di Bagheria sostiene che l’intento architettonico alla base della costruzione di alcune ville quali Villa Valguernera e Villa Palagonia abbia stretti riferimenti alla filosofia alchemica settecentesca: in molte sculture e decorazioni appare il dio Mercurio, che nel processo alchemico, presiedeva alla trasmutazione della materia.

Villa Palagonia rappresenterebbe con le sue statue mostruose poste sulla cinta muraria, la ricerca dell’armonia della materia, mentre Villa Valguarnera sarebbe la depositaria dei segreti per la lavorazione della stessa, attraverso quattro distinte fasi: nigredo, albedo, crinitas, rubedo, le quattro fasi della trasformazione alchemica della materia.

Le statue poste sul cornicione di coronamento del corpo centrale di Villa Valguarnera rappresentano Mercurio, Apollo, Nettuno, Giove, Ganimede, ed Ercole, antichi eroi classici che nella rilettura esoterica diventano depositari di significati alchemici.

Anche l’impianto planimetrico di Villa Palagonia e Villa Valguarnera, considerato insieme ai viali d’ingresso, sarebbe ispirato alla forma della chiave dell’Opera alchemica. Questo contesto fortemente simbolico derivò molto probabilmente dalla volontà di creare una congregazione arcadica dove gli aristocratici adepti potessero dedicarsi alle arti liberali e alla filosofia alchemica, lontani dall’ostile Tribunale dell’Inquisizione di Palermo.

Non si può lasciare Bagheria  senza passare per Villa Cattolica che ospita il Museo Guttuso con una ricca collezione delle sue opere che deriva in gran parte dalla rete di legami e sodalizi intrattenuti da Renato Guttuso con gli esponenti della scena artistica che hanno attraversato il Novecento. Le opere  sono spesso regali o scambi che hanno assunto un particolare valore nella sfera esistenziale del pittore bagherese, delle quali decise di privarsi solo per la donazione al Museo.

All’esterno di Villa Cattolica é possibile visitare la tomba del maestro Renato Guttuso realizzata dallo scultore Giacomo Manzù.

Le Ville di Bagheria

 

Stop 3 – I siti archeologici di Himera e Solunto

Sito archeologico di SoluntoIl sito archeologico dell’antica Imera, ben noto per i resti del suo Tempio della Vittoria si trova sulla costa alla foce del fiume Imera, a otto chilometri ad est di Termini Imerese sulla statale 113 nella zona di Buonfornello. La storia dell’antica Termini Imerese é in effetti la storia di Himera e sebbene i resti archeologici non siano abbastanza completi come quelli di Solunto, l’antica città Romana vicino a Bagheria, merita una tua visita se sei un appassionato di antiche città e templi dell’antica Grecia.

Solus per i Greci e Soluntum per i Romani, Solunto é situata alle pendici del monte non lontano da Bagheria. La città fu costruita sul sito di un villaggio fenicio e conobbe la sua espansione con la conquista da parte dei Greci che ne fecero una città satellite di Himera nel 396 Ac. Durante la prima guerra punica nel 254 Ac. fu conquistata dai Romani. La maggior parte dei resti venuti alla luce dal XVI secolo fino ad oggi sono di origine romana.

Percorso archeologico

Step 4 – il parco delle Madonie e Ganci

Se ami la montagna e vuoi  ammirare il mare solo da una certa altezza, l’itinerario alla scoperta del massiccio centrale delle Madonie é quello che fa per te.

Si consigliano tre itinerari ad anello a partire dall’autostrada Palermo-Messina o Palermo-Catania

Parco delle MadonieMadonie Centro

Madonie Nord

Madonie Sud

Si consiglia di concludere la camminata con una visita del centro storico di Gangi che nel 2014 è stato eletto borgo più bello d’Italia.

Percorso naturalistico

Stop 5 – Vino e Sale

A Raffo, frazione di Petralia Soprana, è possibile visitare il Museo d’Arte Contemporanea Sotto Sale, un unicum a livello non solo regionale.

Il museo, all’interno della suggestiva miniera, è curato dall’associazione SottoSale e racchiude le sculture di salgemma uscite dalla Biennale internazionale di scultura di salgemma, giunta alla quarta edizione nel 2017, nel corso della quale artisti di fama internazionale giungono a Raffo, scelgono dalla locale miniera i blocchi di sale da lavorare e scolpire per i vicoli di Petralia Soprana, uno dei borghi più belli d’Italia, per poi ricollocarli nuovamente nel ventre della terra.

Raffo è un piccolo borgo dove la lentezza dei ritmi quotidiani esalta la fascinazione per una gita fuori porta tra natura, arte e cibo con menù a base di prodotti tipici locali e a km zero.

Se ami il buon vino, la visita alle Cantine Florio e Duca di Salaparuta di Casteldaccia è un Must. Ogni giovedì potrai godere dell’atmosfera rilassata e suggestiva della “Terrazza Florio”. Musica orientale e ritmi sensuali faranno da colonna sonora ai tuoi aperitivi firmati Duca di Salaparuta.

 

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